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Annarita Lomastro........
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2011


Tratto dal il giornale :

Ormai i funerali dei nostri soldati finiscono tra le frattaglie del grande notiziario. Come dimenticare il clamore e l’enfasi per i primi caduti: adesso, superata quota quaranta, siamo alla routine funeraria. La notizia dell’imboscata, l’addio dei commilitoni a Kabul prima del rimpatrio, l’atterraggio a Ciampino, il saluto alla salma con tutti gli onori e qualche autorità, i funerali nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, i cappellani militari che invocano la concordia nazionale a sostegno di questi nostri giovani eroi, infine l’ultimo viaggio al paese d’origine... E ammettiamolo senza ipocrisie: lo stanco rituale non sconvolge più nessuno.

L’opinione pubblica italiana, si usa dire, ha metabolizzato anche questo prezzo inevitabile delle missioni all’estero. Una foto, dieci righe di didascalia con gli scarni estremi di cronaca, e via archiviata la pratica. Così purtroppo succede a chi non muore per primo. Così è successo inevitabilmente anche a David Tobini, il caporalmaggiore della Folgore ucciso lunedì scorso. Eppure, proprio questo funerale non è passato come gli altri. C’era qualcosa, nei soliti filmati della solita storia triste, che stavolta colpiva la distratta platea. Sulla pista di Ciampino, dove siamo soliti vedere anziane madri stravolte dal pianto, protette da occhialoni scuri e castigati foulard neri, stavolta abbiamo subito visto una giovane donna bionda, vestita di jeans e maglietta fiorata, con sopra un’ampia casacca bianca aperta sul davanti. Al collo una cravatta rossa. In testa, un basco da parà.

Questa donna, così giovanile da poter tranquillamente passare per sorella, era e sarà sempre la mamma di David, il caporalmaggiore morto in Afghanistan facendo il proprio mestiere, servendo la propria causa. Si chiama Annarita Lomastro, è impiegata in uno studio dentistico, ha un altro figlio, Giorgio, che le è rimasto sempre vicino, e vive separata dal marito, infermiere in un ospedale romano. Il quadro familiare è uno dei tanti che emergono improvvisamente dall’oceano della realtà italiana, quando un colpo assassino va ad intercettare brutalmente proprio quello e lo colloca per qualche giorno al centro dell’attenzione generale, rendendolo unico e originale. David aveva compiuto 28 anni proprio sabato scorso. Aveva una vita davanti. Due giorni dopo, non l’aveva già più. Anche Annarita, anche questa mamma italiana centrata al cuore dal dolore più atroce, avrebbe il diritto di presentarsi sulla pista di Ciampino come le altre madri sventurate: spenta e nascosta dal nero, con tanta rabbia in corpo, decisa a rinfacciare questa morte ingiusta, lontana da casa.

Le abbiamo ascoltate tante volte, le abbiamo persino un po’ bacchettate, queste nostre amatissime e inimitabili mamme italiane: hanno i figli in guerra, ma quando le loro creature tornano in una bara sfogano lo strazio contro la guerra, contro i potenti, contro il cielo, contro tutto e contro tutti, perché nessuno ha saputo proteggere quel figlio così adorato, carne della loro carne, sangue del loro sangue. Sono tenerissime e inguaribili, le mamme italiane: quando i figli vanno in guerra, vorrebbero combattessero sempre con proiettili a salve, magari a schiaffoni. Che il loro soldato possa morire servendo quella divisa proprio non riescono ad accettarlo.

È così che improvvisamente ci spieghiamo come mai, in questa inevitabile e stanca routine dei funerali di Stato, quella giovane mamma stranamente ci colpisca tanto, risvegliandoci dal torpore di immagini e notizie mestamente sempre uguali a se stesse. La signora Annarita è vestita in jeans e scamiciata di bianco, con la cravatta rossa e il basco amaranto del suo David, ma non solo. Questa donna mutilata del legame più saldo e più profondo non è sulla pista di Ciampino a sfogare legittimamente dolore e rabbia, come quasi sempre succede nel pianeta ovattato del mammismo tricolore: è lì semplicemente per salutare il suo ragazzo soldato, orgogliosa di quel ragazzo soldato, capace di offrire la vita alla causa ritenuta più giusta, liberamente scelta, coraggiosamente combattuta. Anche Annarita avrebbe infiniti motivi per accoglierlo con insormontabili risentimenti cosmici: l’esercito gliel’ha preso vivo e nel fiore degli anni, in uno strano giorno di luglio glielo restituisce dentro a una bara, avvolto nel tricolore.

Ma lo dobbiamo capire e rispettare tutti, anche quelli di noi che al solo pensiero delle armi e degli eserciti sentono forte il senso di ribellione: quella era la vita, quella era l’idea della vita che il caporalmaggiore David aveva scelto. La sua mamma, prima di chiunque altro, la comprende e la rispetta, persino adesso, nel punto estremo, davanti all’irreparabile. Così, mentre l’aereo atterra, si fa trovare pronta: senza cedimenti, senza rinfacciare niente a nessuno. Quando il suo eroe sfila dentro alla bara, non avverte l’istinto di corrergli incontro e accarezzarlo, versando insanabili lacrime di madre. Prima di tutto questo, si mette sull’attenti e gli rivolge un fiero saluto militare. Sì, proprio come piacerebbe al suo ragazzo, che certamente ora le sorriderebbe, almeno quanto può sorridere un soldato, prima di liberarla con la giusta risposta: riposo, mamma.

Cara Lomastro con quel suo semplice ma grande gesto ha reso onore non solo a suo figlio ma a tutti noi grazie ...Annarita

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 29/7/2011 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lombardo vuole abolire le provincie....
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2011


Dal blog del governatore della Sicilia Lombardo :

Credo sia il momento giusto per presentare questo disegno di legge, pronto sul mio tavolo, che viene definito abolizione delle Province ma in realtà riguarda il l decentramento dei poteri della Regione. Quali sono le ragioni di questo disegno di legge? Se vogliamo aiutare i siciliani e la Sicilia a crescere dobbiamo spogliare la Regione, lasciarla snella e decentrare tutto ai comuni e ai liberi consorzi perché sotto il controllo dei cittadini le cose funzionano meglio.

Se la Regione si spoglia dei poteri, cede il proprio personale e le proprie competenze e una buona parte delle risorse queste risorse si risparmiano e si possono tagliare più facilmente gli sprechi. Deleghiamo i poteri ai comuni, alcune delle competenze che sono di respiro sovracomunale verranno governate nell’ambito del consorzio dei comuni che sostituiranno le Province. I consorzi non sono altro che un gruppo di comuni e territori omogenei da un punto di vista sociale, economico, culturale e storico chiamati a gestire le competenze sovracomunali. E come saranno governati questi consorzi? Facciamo l’elezione del consiglio di consorzio? Naturalmente no, altrimenti c’è il rischio di ritrovarci con le vecchie Province moltiplicate per tre. Saranno i sindaci ad eleggere uno di loro presidente del consorzio il quale potrà avvalersi della collaborazione di assessori, scelti tra gli assessori o i consiglieri comunali che non dovranno percepire indennità in più.

Tutti devono fare il proprio lavoro non necessariamente per percepire indennità aggiuntive. I consorzi poi dovranno avvalersi del personale della Regione, delle ex Province e dei dipendenti comunali per governare quel determinato territorio. Uno dei tanti paradossi della situazione attuale: La Regione gestisce più di 25 mila forestali. Qualche giorno fa sono stato a Campobello di Mazara e ho visitato le cave di Cusa, che dovrebbero essere conosciute da tutti i siciliani e soprattutto dai giovani. Sono strapiene di erba secca con rischio concreto di incendi. Ora, abbiamo più di 25 mila forestali e all’area di Trapani ne apparterranno 2 mila che potrebbero benissimo pulire quel sito. Se quel gruppo di lavoratori della forestale fosse devoluto a quel consorzio dei comuni, l’autorità locale potrebbe mandare 10 di loro a ripulire il sito.

Ecco cos’è il decentramento delle competenze, dei poteri, del personale, delle risorse. Credo che questa sia una riforma importante per tagliare i costi perché, man mano che nei comuni consorziati andranno in pensione, ad esempio, i comandanti dei vigili urbani questi saranno sostituiti da uno solo per l’intero consorzio. E lo stesso ragionamento vale per il capo dell’ufficio tecnico, per il segretario comunale, per il ragioniere generale ecc. Taglio dei costi e risparmio che diventano risorse utili da investire nello sviluppo dell’impresa privata e dell’economia per creare lavoro per i nostri giovani e crescita economica per la Sicilia.

Io non ho votato per Lombardo neanche quando si candido alleato con il PDL in sicilia, non lo stimo, ma devo riconoscergli di questa ottima idea che ha avuto spero che adesso passi hai fatti e la presenti al parlamento regionale

Alessandro


continua



permalink | inviato da Alexein il 27/7/2011 alle 11:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
perchè no al tribunale dei ministri ?
post pubblicato in diario, il 18 luglio 2011


I giudici di Milano, davanti ai quali si celebra il processo a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby, hanno respinto l'eccezione di incompetenza funzionale proposta dalla difesa per chiedere il trasferimento del procedimento per competenza al Tribunale dei ministri. Secondo i giudici la competenza a indagare spetta dunque alla procura milanese, così come quella a giudicare il presidente del Consiglio. Secondo i giudici, a decidere la competenza è il reato più grave, in questo caso quello di concussione, contestato al premier per avere fatto pressioni sui dirigenti della Questura di Milano, al fine di indurli a rilasciare Ruby nella notte tra il 27 e 28 maggio 2010 e affidarla al consigliere regionale Nicole Minetti. Questo reato, è la tesi del Tribunale, sarebbe stato commesso a Milano perché la minore venne rilasciata nel capoluogo lombardo.

Cosa è il reato di concussione: La concussione (dal latino concussio,-onis, derivato da concussus, participio passato di concutere, estorcere) è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione. È un reato proprio in quanto può essere commesso solo dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio. La condotta incriminata consiste nel farsi dare o nel farsi promettere, per sé o per altri, denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione.

In pratica Berlusconi in qualità di primo ministro ha abusato del proprio incarico e si è macchiato del reato di concussione ..

 Adesso vediamo quando entra in gioco il tribunale dei ministri

Organo giurisdizionale previsto da una legge costituzionale, la n. 1 del 16 gennaio 1989 Composizione e funzioni Diretta attuazione dell’articolo 96 della Costituzione, che prevede che premier e ministri siano sottoposti a processo per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, il Tribunale dei ministri è competente per i reati cosiddetti “ministeriali”. È istituito presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per territorio a giudicare dell’illecito contestato. È composto di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di tribunale o una qualifica superiore. Ad estrarre a sorte dovrebbe essere il presidente del tribunale.

Allora il reato di concussione non può essere applicato ad semplici cittadini che non siano pubblici ufficiali, ma solo a chi ricopre tale carica come per esempio un ministro o un poliziotto ed ecc.. Se Berlusconi è accusato di concussione è un reato cha ha commesso nelle funzioni da primo ministro, giusto? Bene allora perchè non deve essere processato dal tribunale dei ministri? speriamo che il supremo custode della nostra costituzione dica almeno qualcosa .. ma ne dubito vivamente ....La costituzione vale per tutti i cittadini italiani tranne uno

Alessandro


continua



permalink | inviato da Alexein il 18/7/2011 alle 12:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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