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IL doppio Orlando ....
post pubblicato in diario, il 14 giugno 2012


Il 26 aprile scorso Leoluca Orlando disse: "Tra 15 giorni mi dimetto da parlamentare e da presidente di un'importante commissione, quella sugli errori sanitari e faro' il sindaco"

Sono passati 49 giorni ed ancora non si sa quando si dimetterà, forse ama molto il suo ruolo di doppio ...

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 14/6/2012 alle 9:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lo spread sale e la Bruni torna a cantare ...
post pubblicato in diario, il 17 maggio 2012


Ormai è ufficiale: Carla Bruni torna a cantare. E non è una battuta. La voce si era sparsa subito dopo la sconfitta di Nicolas Sarkozy al ballottaggio: ne era nato un vero e proprio tormentone su Facebook. Ora l'ex première dame, messi da parte gli impegni istituzionali, può tornare a dedicarsi alla musica.

Lavorerà al suo nuovo disco, il quarto, che dovrebbe uscire in autunno. Intanto per gli amanti del genere (e del gossip) trapelano le prime indiscrezioni sul disco: Carla dedicherà una canzone a suo marito, una contro le malelingue dei giornalisti e un adattamento in italiano della celebre "Douce France" del cantautore francese Charles Trenet. "Il disco non è finito - spiega il suo agente Bertrand de Labbey - Le tracce audio strumentali sono pronte ma le voci non sono ancora del tutto state inserite.

La gravidanza di Carla (lo scorso ottobre è nata Giulia, ndr) ha interrotto il progetto". La Bruni avrebbe scritto una ventina di testi arrangiati su ritmi folk. In una canzone Carla farebbe la parodia della vita dell'ex presidente: "Mon Raymond, il est compliquè mon Raymond" (Il mio Raymond, è complicato il mio Raymond). Nel brano contro i giornalisti, invece, la Bruni dice di non sopportarli più perché "parziali e pettegoli": non li perdona per come - dice - hanno maltrattato il marito durante la campagna presidenziale e per tutte le maldicenze sul suo conto, fino alla voce di un possibile divorzio alla fine del mandato presidenziale. Nell'album ci sarebbe stato anche un testo sulla "Francia che protesta", ispirata ai cortei contro la riforma delle pensioni: la Bruni ironizzava sulla mania che hanno i francesi di scendere in piazza. Poi però il brano è saltato. Ufficialmente perché "non suonava bene"

Articolo tratto dal Il Giornale 

Lo spread sale l'euro ci strangola ... e la Bruni torna a cantare ... come si dice le disgrazie non vengono mai da sole, certo se i francesi avessero saputo di tale minaccia incombente Sarkozy avrebbe vinto facilmente ....

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 17/5/2012 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
All IDV sono spariti 450 mila euro ..Di Pietro come Rutelli non sa nulla
post pubblicato in diario, il 16 maggio 2012


I FATTI – 2009-2010 - Bologna. “Ci sono similitudini con la Lega Nord e con il funzionamento del cerchio magico, un ristretto gruppo di familiari e affini che decide le sorti del partito dell’Italia dei Valori. C’è un cerchio magico che ruota intorno al capo assoluto, Antonio Di Pietro. Di Pietro è il centro e Di Pietro sceglie a sua totale discrezione. Non contano meriti e capacità ma solo la sua vicinanza” è quanto afferma Domenico Morace nell’intervista ad Affaritaliani.

Morace e un gruppo di iscritti, poi uscito dall'Italia dei Valori, pone l’attenzione sull'anomalia dei fondi regionali del gruppo consiliare del partito che, dal 2005 al 2010, sono gestiti dal consigliere Paolo Nanni, unico eletto del gruppo in Regione e già beccato di recente con un pass invalidi della suocera deceduta. L’ Italia dei Valori incassa due filoni di denaro dalla Regione Emilia-Romagna. Il primo è indirizzato al compenso del personale del gruppo consigliare del partito. E qui nel 2007 lavorava, sempre in Regione, la stessa figlia di Nanni che, guarda caso, si occupa proprio delle spese e degli aspetti economici del gruppo.

Il secondo flusso riguarda invece le attività della forza politica e ammonta a circa 450 mila euro in cinque anni. Che non si sa bene che fine abbiano fatto. Non risultano esserci né un bilancio né un rendiconto delle spese. E allora sia il gruppo di Domenico Morace sia altri militanti locali segnalano l'anomalia alla tesoriera nazionale dell'Italia dei Valori, Silvana Mura (lei è sia responsabile politico regionale del partito sia della Fondazione dell’IDV che incassa i rimborsi elettorali a livello centrale). Dei fatti accaduti viene portato a conoscenza anche il presidente nazionale Antonio Di Pietro piombato a Bologna proprio in quei giorni, quelli caldi del Cinzia-Gate (affare Delbono), per chiedere le dimissioni dell’ex Sindaco Flavio Delbono.

E così Silvana Mura, dopo un’indagine interna, conferma a Morace che le sue accuse sui fondi gestiti da Nanni sono fondate e che il denaro stanziato dalla Regione Emilia-Romagna per l’IDV è sparito totalmente (e quindi non utilizzato per le attività istituzionali e politiche). La maggior parte dei dirigenti del partito a livello locale è a conoscenza dei fatti, ne discute in diverse sedi, ma quasi nessuno parla pubblicamente. Così alla richiesta di Morace della “testa di Nanni” Silvana Mura replica che il partito avrebbe fatto pulizia ma dopo le elezioni amministrative regionali che si sarebbero tenute da li a poco (2010).

Le elezioni passano e nessuno fa alcunché. Ricompaiono solo 14 mila euro messi a bilancio dalla forza politica. Paolo Nanni non viene ricandidato ma i militanti chiedono spiegazioni sui 450 mila euro di cui sembrerebbe essersi persa traccia. Sempre più delusi lasciano il partito perché “quello che si predica non corrisponde per nulla alla realtà”. In questo senso sembrano eloquenti le parole di un’ex tesoriere regionale dell’Idv da noi sentito: “Sono dei gran furboni, dei populisti che usano quei temi per i loro interessi. Ci credevo. Ho lasciato la politica e non ne voglio più sapere.”

Dopo gli scandali Margherita e Lega Nord, Antonio Di Pietro ha raccolto 200 mila firme per riformare la legge sui rimborsi ai partiti ma se gli eventi raccontati dovessero restare senza risposte la sua sembrerebbe più un trovata elettorale che un vero tentativo di moralizzazione della politica italiana. La regione Emilia Romagna può facilmente mostrare il rendiconto e le spese dell’Italia dei Valori nel quinquennio 2005- 2010 e chiarire che fine hanno fatto i 450 mila euro dei rimborsi dell’Italia dei Valori. Molti in regione ancor aspettano spiegazioni sia dall’Ente che dal partito di Antonio Di Pietro.

Noi abbiamo telefonato ad Antonio Di Pietro, Silvana Mura e Paolo Nanni dell’Italia dei Valori per avere la loro versionedei fatti. Nella pagina Emilia Romagna di Affaritaliani la loro replica....

Ecco i primi frame dell’intervista ad Antonio Di Pietro

Onorevole Di Pietro cosa ci dice in merito a questa intervista che stiamo per pubblicare?

A. Di Pietro: “Non ne so nulla! Non ne so nulla! Non può essere vero!”

Ma senta… questo vostro dirigente descrive dei fatti molto precisi?

A. Di Pietro: “Non lo so. Non può essere vero. …Senta ….chiami il responsabile regionale…come si chiama?….urh…? come si chiama? Urh!……Silvana Mura…chiami lei e si faccia risentire….

Ma abbiamo un ‘intervista video dettagliata, molto precisa che parla di lei e della Mura e descrive di questi fondi spariti...

A. Di Pietro: Non può essere vero! Denuncerò questa persona che ha rilasciato la dichiarazione…. mi richiami… sono ad un appuntamento…mi richiami e mi faccia il favore di sentire Silvana Mura

Certo …la richiamo…

articolo tratto da :

http://affaritaliani.libero.it/emilia-romagna/scandalo-nell-italia-dei-valorispariti-450-mila-euro-di-rimborsi160512.html?refresh_ce

Solo una persona in Italia non poteva non sapere ... e sicuramente non è Rutelli ne Di Pietro .....

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 16/5/2012 alle 13:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
In Provincia di Ragusa FLI fa FLOP
post pubblicato in diario, il 11 aprile 2012


Come era facilmente prevedibile, non poteva che produrre conseguenze l’uscita da FLI del Consigliere provinciale Enzo Pelligra. Dopo le convocazioni dei direttivi cittadini, si spezza l’assetto strutturale di Futuro e Libertà in provincia di Ragusa così come si era costituito negli scorsi mesi con i congressi celebrati in quasi tutti i comuni iblei.

Lasciano Futuro e Libertà tutti i dirigenti e la base del Circolo di Monterosso Almo coordinato da Paolo Canzoniero nonché la quasi totalità degli iscritti e dirigenti del Circolo di Ragusa e la coordinatrice cittadina del gruppo giovanile, Barbara Antoci. Escono dal partito anche l’ex assessore provinciale allo Sport e Tempo Libero Giuseppe Cilia e Gianni Campo il quale, oltre a ricoprire la carica di vicecoordinatore cittadino nel comune capoluogo, rivestiva altresì la carica di commissario straordinario ad Ispica dove stava strutturando e costituendo sia il circolo cittadino che il circolo giovanile, quest’ultimo curato con particolare interesse avendo Campo ricoperto, fino a poco tempo fa, la carica di responsabile giovanile provinciale di Generazione Futuro.

Dimissioni altresì a Modica, dove la base e l’intera classe dirigente del circolo territoriale FLI Modica e dei circoli di Frigintini e Modica Alta, coordinati rispettivamente da Massimo Garofalo e Giovanni Cavallo, seguono il segretario amministrativo provinciale, nonché componente del coordinamento regionale del partito, Gianni Celestre, comportando ciò l’autosospensione da Futuro e Libertà del coordinatore comunale Giorgio Zocco. “Da tempo ormai – affermano Campo e Celestre – avevamo manifestato ai nostri rappresentanti regionali e nazionali lo stato di disagio determinato dalle continue anomalie di indirizzo politico e da un sempre più marcato scollamento tra la base e i vertici del partito.

L’inerzia di questi ultimi, nonostante le ripetute sollecitazioni a porre sotto attenzione le numerose problematiche evidenziate dai membri iblei del partito, costituisce un dato di fatto grave in quanto palesa il disinteresse di FLI per un territorio, quello della provincia di Ragusa, che con sincero entusiasmo aveva aderito al progetto finiano”. Tratto da Reteiblea

La notizia si commenta da sola .......

Alessandro


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aforisma animale del giorno
post pubblicato in diario, il 13 febbraio 2012


Mi chiedo se Cristo avesse un piccolo cane nero tutto riccioluto e lanoso come il mio, con due lunghe e seriche orecchie, un naso umido e rotondo e due teneri occhi marroni e scintillanti.

Sono sicuro, se lo avesse avuto, che quel piccolo cane nero avrebbe saputo sin dal primo istante che egli era Dio; che non avrebbe avuto bisogno di alcuna prova della Divinità del Cristo, ma che avrebbe semplicemente venerato il suolo su cui Lui fosse passato.

Ho paura che non lo avesse, perché ho letto come Egli pregasse nell'orto da solo poiché tutti i suoi amici erano scappati, persino Pietro, quello detto "una roccia". E, oh, sono sicuro che quel piccolo cane nero, con un cuore tanto tenero e caldo, non lo avrebbe lasciato soffrire da solo, ma, spuntandogli da sotto il braccio, avrebbe leccato le care dita, strette nell'agonia. E, aspettandosi qualche coccola, ma incerto, quando Egli fu portato via, gli avrebbe trottato dietro seguendolo fin sulla Croce. 

Edward Bach 


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Chiediamo le dimissioni di Lombardo…….traditore dei Siciliani
post pubblicato in diario, il 19 gennaio 2012


Più di cento mila manifestanti tra agricoltori, artigiani, commercianti, professionisti stanno bloccando la Sicilia per chiedere le giuste rivendicazioni, per assicurare reddito alle proprie aziende e alle proprie famiglie ridotte al fallimento per le scelte sbagliate della politica regionale e nazionale.

Si prevede entro stasera il blocco totale della Sicilia. I manifestanti chiedono ad alta voce… le dimissione del governatore della Sicilia, Lombardo, dice Martino Morsello del Movimento dei Forconi, per aver tradito i siciliani, per averli raggirati nelle precedenti elezioni avendo promesso loro la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e l’applicazione dello statuto siciliano. Non è escluso nelle prossime ore che i manifestanti agiranno con maniere forti per chiedere al governo regionale le riformee provvedimenti adeguati. tratto dal sito:

http://www.reteiblea.it/2012/01/16/chiediamo-le-dimissioni-di-lombardo-traditore-dei-siciliani-32857


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(+anticasta) x (+ casta) = + IDV
post pubblicato in diario, il 13 ottobre 2011


da "Lo spiffero.com"

È dell’Idv il “furbetto del rimborsino” Pubblicato Martedì 20 Settembre 2011, ore 16,59

Cermignani, consigliere provinciale dipietrista, sposta la sua residenza da Torino (dove continua ad abitare) a Cherasco e così ottiene il pagamento della trasferta da Palazzo Cisterna POLITICO KILOMETRICO Roberto Cermignani Evidentemente la passione per i viaggi, veri o presunti, non gli passerà mai.Roberto Cermignani, il “Belli Capelli” del Consiglio provinciale torinese, dopo aver proposto ai colleghi un viaggio-studio a Madrid per prendere spunto dall’avveniristica autostrada cittadina multilivello M30 in vista della realizzazione di corso Marche, ne combina un’altra. Recentemente, infatti, ha spostato la sua residenza da Torino a Cherasco, nel cuneese. I maligni dicono “per ottenere il corposo rimborso spese previsto per i fuori sede”, anche perché pare che dalla sua abitazione torinese di via Sobrero lui non si sia mai spostato.

Una residenza all’apparenza fittizia che la collettività paga di tasca propria. Per capire quanto, è necessario moltiplicare 80 centesimi (rimborso al chilometro particolarmente generoso per soddisfare la sete della sua poderosa Audi) per i 60 chilometri che tra andata e ritorno percorre (?) ogni giorno per recarsi nella sede del Consiglio provinciale di piazza Castello o dell'amministrazione di via Maria Vittoria (la Provincia rimborsa solo il tratto fino al confine del suo territorio, noi lo abbiamo calcolato su Carmagnola): 48 euro al giorno per cinque giorni, dal momento che Cermignani convoca la commissione Trasporti, da lui presieduta, di venerdì (mentre tutte le altre si esauriscono entro giovedì). Il totale fa 240 euro a settimana e quindi 960 al mese. Lo stesso dicasi anche del capogruppo della Lega Padana Renzo Rabellino, già da molti definito il re delle liste farlocche, che mantiene la residenza a Sambuco, paesino in provincia di Cuneo nel quale ricopre anche il ruolo di vicesindaco, mentre in tanti sono pronti a scommettere che abita in via Vidua a Torino. Un escamotage utilizzato già in passato dalla consigliera del Pdl Barbara Bonino, che conserva la residenza a Sauze d’Oulx, mentre pare che lo stesso capogruppo dell’Idv Raffaele Petrarulo, per dimostrare di non essere da meno del suo collega, abbia già predisposto la domanda da inoltrare agli uffici per “trasferirsi” a Bardonecchia e sia in attesa degli eventi. Un altro buon argomento per i sostenitori dell’abolizione delle province.

Spero con tutto il cuore che le "voci" che mettono in evidenza certi  misfatti  siano infondate e che i politici sopra indicati abbiano davvero traslocato .......  se invece le  " voci" sono la conferma di certi andazzi allora ....

 la domanda mi sorge spontanea ...ma per fare politica come prima dote è richiesta l ' ipocrisia ?

Ipocrisia da Valore = politica italiana

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 13/10/2011 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'Italia contro il massacro dei delfini
post pubblicato in diario, il 1 settembre 2011


TOKYO - L'Italia ha presentato oggi protesta formale nei confronti del Giappone per esprimere "costernazione e sentimenti di grande preoccupazione e tristezza dell'opinione pubblica italiana" per la caccia ai delfini, una pratica seguita annualmente da secoli nella baia di Taiji, villaggio a sud di Tokyo, nella prefettura di Wakayama. A tal proposito, su indicazione del ministro degli Esteri Franco Frattini, l'Incaricato d'affari dell'ambasciata d'Italia a Tokyo, Alfredo Durante Mangoni, s'é recato al ministero degli Esteri nipponico (Gaimusho) dove ha incontrato il direttore generale per l'Europa al quale ha consegnato una missiva di protesta in vista dell'imminente avvio della stagione di caccia. "Chi ama il Giappone - ha commentato l'ambasciatore Vincenzo Petrone - capisce ancora meno questa assurda tradizione che contrasta con l'immagine di un Paese che è tra quelli che noi amiamo di piu".

Oggi protesta degli attivisti dell'Ente nazionale di protezione animali davanti all'ambasciata giapponese a Roma. Da parte nipponica, in base a quanto emerso nel corso dell'incontro durato più di mezz'ora, è stato spiegato che la pratica della caccia ai delfini rientra nelle tradizioni delle comunità locali, profondamente sentite. Al rispetto 'di usi e costumi' su basi di reciprocità, i funzionari del Gaimusho hanno obiettato che si tratta di una pratica vecchia di secoli e che è seguita in linea con criteri di sostenibilità delle risorse naturali: considerando il fattore 'ripopolazione' dei delfini in 30.000 unità all'anno, la cattura è consentita nella misura di 20.000 che, alla fine, scendono a circa la metà. Il consumo di carne di delfini e balene, in generale, può essere circoscritta nelle prefetture nipponiche di Iwate, Saga, Wakayama e Okinawa: per questo, c'é la volontà di "preservare un patrimonio delle comunità locali". L'Italia, supportata in questo anche dall'Olanda, ha espresso il vivo auspicio che le autorità nipponiche possano tenere "nella giusta considerazione i sentimenti della popolazione di un Paese amico, mettendo in atto ogni possibile misura per porre fine a una pratica crudele".

Peraltro, proprio oggi a Taiji avrebbe dovuto avere inizio il periodo di caccia, rinviato - secondo i media locali - a causa del tifone numero 12 che si avvicina minaccioso alle coste meridionali del Giappone, sul lato dell'oceano Pacifico. Il villaggio è finito nel mirino degli attivisti su scala internazionale dopo il clamore del film-documentario 'The Cove', vincitore del premio Oscar 2009, nel quale si descrive la caccia ai delfini nelle acque di Taiji non soggette a controlli da parte della Commissione baleniera internazionale. Se le imbarcazioni provvedono ad arpionare le prede di solito il primo maggio, a inizio settembre parte (fino ad aprile) il metodo di caccia tradizionale sviluppato a Taiji in cui i cetacei sono guidati e intrappolati nella omonima baia. Diversi esponenti di associazioni di ambientalisti, come Sea Shepherd, sono impegnati ogni anno nell'attività di dissuasione dei pescatori e di monitoraggio della caccia fino alla chiusura della stagione, di solito ad aprile. La polizia ha aumentato la presenza nell'area anche a seguito dell'arrivo di Richard O'Barry, attivista apparso nel film-documentario, accompagnato da una ventina di sostenitori.

ENPA AD AMBASCIATA GIAPPONE CONTRO CACCIA A DELFINI - Volti e braccia insanguinati, cartelli con slogan contro la caccia ai delfini in Giappone. Così questa mattina a Roma, davanti all'ambasciata giapponese, hanno protestato gli attivisti dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) per chiedere "lo stop definitivo al massacro dei cetacei". Nella 'Giornata mondiale contro la mattanza dei delfini in Giappone', coordinata dal network 'Savejapandolphins' che fa capo a Ric O'Barry, il sit-in nella Capitale si aggiunge alle manifestazioni di New York, Buenos Aires e Berlino. Gli animalisti "ringraziano" il ministro degli Esteri Frattini "per la sensibilità dimostrata" su questo tema. In Giappone, ricorda Ilaria Ferri, direttore scientifico e coordinatore della campagna in Italia, "viene autorizzato ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei". "Considerati competitori nella pesca - spiega l'Enpa in una nota -, alla stregua delle balene, i delfini vengono intercettati dai pescatori, che, percuotendo sbarre di ferro sulle loro imbarcazioni creano un muro di suoni per costringere gli animali a rifugiarsi all'interno della baia di Taiji, la cui imboccatura viene chiusa per impedire alle vittime di scampare al loro destino. Una volta preparata la trappola ha inizio il massacro vero e proprio. A salvarsi sono soltanto gli esemplari più giovani, scelti per essere venduti ai delfinari di tutto il mondo".

 

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Spero che siano molti di più i governi che seguono la protesta italiana ....

 

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 1/9/2011 alle 15:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Annarita Lomastro........
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2011


Tratto dal il giornale :

Ormai i funerali dei nostri soldati finiscono tra le frattaglie del grande notiziario. Come dimenticare il clamore e l’enfasi per i primi caduti: adesso, superata quota quaranta, siamo alla routine funeraria. La notizia dell’imboscata, l’addio dei commilitoni a Kabul prima del rimpatrio, l’atterraggio a Ciampino, il saluto alla salma con tutti gli onori e qualche autorità, i funerali nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, i cappellani militari che invocano la concordia nazionale a sostegno di questi nostri giovani eroi, infine l’ultimo viaggio al paese d’origine... E ammettiamolo senza ipocrisie: lo stanco rituale non sconvolge più nessuno.

L’opinione pubblica italiana, si usa dire, ha metabolizzato anche questo prezzo inevitabile delle missioni all’estero. Una foto, dieci righe di didascalia con gli scarni estremi di cronaca, e via archiviata la pratica. Così purtroppo succede a chi non muore per primo. Così è successo inevitabilmente anche a David Tobini, il caporalmaggiore della Folgore ucciso lunedì scorso. Eppure, proprio questo funerale non è passato come gli altri. C’era qualcosa, nei soliti filmati della solita storia triste, che stavolta colpiva la distratta platea. Sulla pista di Ciampino, dove siamo soliti vedere anziane madri stravolte dal pianto, protette da occhialoni scuri e castigati foulard neri, stavolta abbiamo subito visto una giovane donna bionda, vestita di jeans e maglietta fiorata, con sopra un’ampia casacca bianca aperta sul davanti. Al collo una cravatta rossa. In testa, un basco da parà.

Questa donna, così giovanile da poter tranquillamente passare per sorella, era e sarà sempre la mamma di David, il caporalmaggiore morto in Afghanistan facendo il proprio mestiere, servendo la propria causa. Si chiama Annarita Lomastro, è impiegata in uno studio dentistico, ha un altro figlio, Giorgio, che le è rimasto sempre vicino, e vive separata dal marito, infermiere in un ospedale romano. Il quadro familiare è uno dei tanti che emergono improvvisamente dall’oceano della realtà italiana, quando un colpo assassino va ad intercettare brutalmente proprio quello e lo colloca per qualche giorno al centro dell’attenzione generale, rendendolo unico e originale. David aveva compiuto 28 anni proprio sabato scorso. Aveva una vita davanti. Due giorni dopo, non l’aveva già più. Anche Annarita, anche questa mamma italiana centrata al cuore dal dolore più atroce, avrebbe il diritto di presentarsi sulla pista di Ciampino come le altre madri sventurate: spenta e nascosta dal nero, con tanta rabbia in corpo, decisa a rinfacciare questa morte ingiusta, lontana da casa.

Le abbiamo ascoltate tante volte, le abbiamo persino un po’ bacchettate, queste nostre amatissime e inimitabili mamme italiane: hanno i figli in guerra, ma quando le loro creature tornano in una bara sfogano lo strazio contro la guerra, contro i potenti, contro il cielo, contro tutto e contro tutti, perché nessuno ha saputo proteggere quel figlio così adorato, carne della loro carne, sangue del loro sangue. Sono tenerissime e inguaribili, le mamme italiane: quando i figli vanno in guerra, vorrebbero combattessero sempre con proiettili a salve, magari a schiaffoni. Che il loro soldato possa morire servendo quella divisa proprio non riescono ad accettarlo.

È così che improvvisamente ci spieghiamo come mai, in questa inevitabile e stanca routine dei funerali di Stato, quella giovane mamma stranamente ci colpisca tanto, risvegliandoci dal torpore di immagini e notizie mestamente sempre uguali a se stesse. La signora Annarita è vestita in jeans e scamiciata di bianco, con la cravatta rossa e il basco amaranto del suo David, ma non solo. Questa donna mutilata del legame più saldo e più profondo non è sulla pista di Ciampino a sfogare legittimamente dolore e rabbia, come quasi sempre succede nel pianeta ovattato del mammismo tricolore: è lì semplicemente per salutare il suo ragazzo soldato, orgogliosa di quel ragazzo soldato, capace di offrire la vita alla causa ritenuta più giusta, liberamente scelta, coraggiosamente combattuta. Anche Annarita avrebbe infiniti motivi per accoglierlo con insormontabili risentimenti cosmici: l’esercito gliel’ha preso vivo e nel fiore degli anni, in uno strano giorno di luglio glielo restituisce dentro a una bara, avvolto nel tricolore.

Ma lo dobbiamo capire e rispettare tutti, anche quelli di noi che al solo pensiero delle armi e degli eserciti sentono forte il senso di ribellione: quella era la vita, quella era l’idea della vita che il caporalmaggiore David aveva scelto. La sua mamma, prima di chiunque altro, la comprende e la rispetta, persino adesso, nel punto estremo, davanti all’irreparabile. Così, mentre l’aereo atterra, si fa trovare pronta: senza cedimenti, senza rinfacciare niente a nessuno. Quando il suo eroe sfila dentro alla bara, non avverte l’istinto di corrergli incontro e accarezzarlo, versando insanabili lacrime di madre. Prima di tutto questo, si mette sull’attenti e gli rivolge un fiero saluto militare. Sì, proprio come piacerebbe al suo ragazzo, che certamente ora le sorriderebbe, almeno quanto può sorridere un soldato, prima di liberarla con la giusta risposta: riposo, mamma.

Cara Lomastro con quel suo semplice ma grande gesto ha reso onore non solo a suo figlio ma a tutti noi grazie ...Annarita

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 29/7/2011 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lombardo vuole abolire le provincie....
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2011


Dal blog del governatore della Sicilia Lombardo :

Credo sia il momento giusto per presentare questo disegno di legge, pronto sul mio tavolo, che viene definito abolizione delle Province ma in realtà riguarda il l decentramento dei poteri della Regione. Quali sono le ragioni di questo disegno di legge? Se vogliamo aiutare i siciliani e la Sicilia a crescere dobbiamo spogliare la Regione, lasciarla snella e decentrare tutto ai comuni e ai liberi consorzi perché sotto il controllo dei cittadini le cose funzionano meglio.

Se la Regione si spoglia dei poteri, cede il proprio personale e le proprie competenze e una buona parte delle risorse queste risorse si risparmiano e si possono tagliare più facilmente gli sprechi. Deleghiamo i poteri ai comuni, alcune delle competenze che sono di respiro sovracomunale verranno governate nell’ambito del consorzio dei comuni che sostituiranno le Province. I consorzi non sono altro che un gruppo di comuni e territori omogenei da un punto di vista sociale, economico, culturale e storico chiamati a gestire le competenze sovracomunali. E come saranno governati questi consorzi? Facciamo l’elezione del consiglio di consorzio? Naturalmente no, altrimenti c’è il rischio di ritrovarci con le vecchie Province moltiplicate per tre. Saranno i sindaci ad eleggere uno di loro presidente del consorzio il quale potrà avvalersi della collaborazione di assessori, scelti tra gli assessori o i consiglieri comunali che non dovranno percepire indennità in più.

Tutti devono fare il proprio lavoro non necessariamente per percepire indennità aggiuntive. I consorzi poi dovranno avvalersi del personale della Regione, delle ex Province e dei dipendenti comunali per governare quel determinato territorio. Uno dei tanti paradossi della situazione attuale: La Regione gestisce più di 25 mila forestali. Qualche giorno fa sono stato a Campobello di Mazara e ho visitato le cave di Cusa, che dovrebbero essere conosciute da tutti i siciliani e soprattutto dai giovani. Sono strapiene di erba secca con rischio concreto di incendi. Ora, abbiamo più di 25 mila forestali e all’area di Trapani ne apparterranno 2 mila che potrebbero benissimo pulire quel sito. Se quel gruppo di lavoratori della forestale fosse devoluto a quel consorzio dei comuni, l’autorità locale potrebbe mandare 10 di loro a ripulire il sito.

Ecco cos’è il decentramento delle competenze, dei poteri, del personale, delle risorse. Credo che questa sia una riforma importante per tagliare i costi perché, man mano che nei comuni consorziati andranno in pensione, ad esempio, i comandanti dei vigili urbani questi saranno sostituiti da uno solo per l’intero consorzio. E lo stesso ragionamento vale per il capo dell’ufficio tecnico, per il segretario comunale, per il ragioniere generale ecc. Taglio dei costi e risparmio che diventano risorse utili da investire nello sviluppo dell’impresa privata e dell’economia per creare lavoro per i nostri giovani e crescita economica per la Sicilia.

Io non ho votato per Lombardo neanche quando si candido alleato con il PDL in sicilia, non lo stimo, ma devo riconoscergli di questa ottima idea che ha avuto spero che adesso passi hai fatti e la presenti al parlamento regionale

Alessandro


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permalink | inviato da Alexein il 27/7/2011 alle 11:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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